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Pituffa, all’anagrafe


Pittipitti

Pare che abbia alcuni tratti di un gatto siamese, con il muso, le orecchie e la coda scuri e gli occhi azzurri azzurri. Solo che invece di essere beige e marrone è beige e grigia e la coda non è a nodino ma lunga e dritta. Beh, insomma. Adesso comincia ad essere vecchiotta e soffre di mal di denti, ma in gioventù dev’essere stata una bonazza-non-di-razza. Il problema è che è scorbutica e antipaticissima, e si narra che fin dai primi tempi che era qui aveva questo atteggiamento scontroso, zampava chiunque le capitava a tiro, si rintanava intere giornate negli armadi per non vedere nessuno, ringhiava se qualcuno incrociava il suo percorso. Mah, chissà. Forse in gioventù ha sofferto. Intanto quel nome che le avevano dato: Pituffa. Ridicolo. Forse volevano fare i fini, e hanno storpiato Patapouf dal francese, che poi vuol dire ciccione, boh! Poi le hanno messo il collarino col campanellino (v. effetti negativi del campanellino), il suono probabilmente le si sarà impresso nel cervello nei suoi primi anni di vita. E poi, come se non bastasse, anche lei è stata vittima dell’allergia (altrui!), come Fiocchino. Nonché di un Rottweiler presunto feroce. Nonché di un aborto in avanzato stato di gravidanza. Nonché di un cane da caccia realmente feroce che le ha squarciato la pancia. Per giunta, proprio questa estate abbiamo appreso per vie traverse (le mie fonti!), che nella sua prima vita aveva dato alla luce ben sette gattini, di cui non si conosce la sorte.
Ragazzi, io non sono un tipo che si piange addosso, e non mi piacciono quelli che si lamentano in continuazione della sfortuna che hanno avuto nella vita, ma ‘sta povera Pittipitti forse qualche ragione per essere un po’ stonata pure ce l’ha. Fatto sta che la Zia, tanti anni fa, l’ha portata a casa, l’ha fatta operare, le ha tolto quel malefico campanellino e l’ha trattata come una principessa. Penso che le sia grata soprattutto per il campanellino tolto, ed è per questo che solo con lei è tenerona e fa le fusa appena la vede anche solo da lontano.
Ah dimenticavo: si racconta che la sua prima “proprietaria” all’inizio veniva a trovarla e portava in omaggio un cestino di verdure del suo orto. Poi però le visite si sono diradate fino a cessare del tutto. Gli ortaggi ce li procuriamo altrove, ma è un argomento che non mi interessa un gran che.

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