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Il cinofilo


23º
Batman
Che avevo detto io? Che l’avete chiamata a fare #Zeta? Lo sapevate, no? che non sarebbe stata l’ultima!
E come volevasi dimostrare, ecco che una bella domenica mattina suonano. L’ha visto attraverso il videocitofono, la Zia. L’ha visto che non erano i soliti scocciatori della domenica, altrimenti forse non avrebbe nemmeno aperto. L’ha visto che la ragazza aveva in braccio un esserino semovente. E ha azionato il pulsante. E non c’era più niente da fare. Minuscolo, con la mascherina bianca e nera proprio come il suo adorato #Fiocchino, che faccetta astuta con quegli occhietti sgranati, deve aver pensato la Zia. Ti pare che non allargava le braccia, la Zia? E quando si è alzato lo Zio e ha detto, ha tentato di dire cioè, col vocione:

Questo deve andare fuori entro oggi, sennò me ne vado io.

Mica qualcuno ci avrà creduto, no? La figlia dei vicini ha detto, io ero presente, che il piccoletto andava a sfruculiare i suoi sette cani e che per questo era in grave pericolo. E questo nessuno lo mette in dubbio. Altro che faccetta astuta, ho temuto che ci avessero consegnato un deficiente. Ma dico io, come si fa ad andare a sfidare cagnoloni di mezzo quintale l’uno pesando manco mezzo chilo? Come pensate che sia arrivato quasi incolume alla mia veneranda età, se non usando massima prudenza con chi è più corpulento di me? Le malattie non te le cerchi, ma i guai sì.
Nei giorni successivi ho dovuto ricredermi, almeno in parte. Fesso fesso il piccoletto non è. Ha capito subito in primo luogo dove si mangia, in secondo luogo dove e come si evacua per non attirarsi disapprovazione e in terzo luogo come rendersi simpatico con testatine e fusa. Insomma uno che vuole e sa campare. Una volta capito che nessuno l’avrebbe rimesso in strada, il giovanotto si è dato alla bella vita, mangia come se il suo stomaco non avesse fondo e in una settimana ha raddoppiato il suo peso (l’ho sentito dalla bilancia parlante), gioca e fa scorribande per ore con la sua quasi coetanea #Signorina Zeta, si allena della nostra palestra felina e fa dei salti incredibili. Lo capisco dall’aria che sposta. Una mattina si è lanciato con un fruscio da un asse sospeso alle braccia della Zia, che si trovava a non meno di cinque metri di distanza, ed è stato subito chiaro: si sarebbe chiamato Batman.
Ah, a proposito, la simpatia per i cani non l’ha persa, ma l’ha incanalata in un amore assolutamente corrisposto per #Raoul, il nostro cagnone buono che non farà mai male a una pulce.
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